Non so quando sia passato ancora un anno.. Sembra essermi svegliata ad aver sentito il fruscio delle foglie sotto ai miei passi. Ho alzato lo sguardo al cielo, e mi sono resa conto che nemmeno il sole brillava come prima, che sia le nuvole erano più scure.. ed io, più triste.. In 24 anni, 18 dei quali me li ricordo, ho sempre amato l’autunno così.. Nostalgico, romantico, uguale a me al suo arrivo. Mi sento quasi pronta ai temporali che nn credo tardino ad arrivare. Aspetto tutto quello che è bello e specifico per questa stagione. Si sono accorciate anche le giornate.. e non ho ancora ben capito se quelle dell’autunno o le nostre..
1 settembre – primo giorno di scuola.. o per lo meno cosi lo è sempre stato per me. Non potevi non sentire durante quel giorno, almeno un tintinnio di campanello – “Ci aspettano i banchi!”, voleva dire.. Quaderni nuovi, zaini nuovi o riparati, buoni a servire per un altro anno ancora, libri impazienti di essere sfogliati, classi odoranti di vernice – preparate per quando sarebbero tornati gli allievi.. Lavagne raschiate attraverso gli anni, lo stesso gesso bianco, gli stessi professori con capelli sempre più bianchi, ed ogni volta nuovi piccini per la prima volta a scuola.. Questo è l’autunno.. Si! Come dice un vecchio detto moldavo “I pulcini si contano d’autunno”! Tutti quanti siamo stati un giorno pulcini, e ognuno di noi ha aspettato quel primo giorno di scuola.
Abbiamo messo giù sulla prima pagina del quaderno l’argomento del giorno, con precisione e accuratezza.. per averlo dopo una settimana scarabocchiato e.. per niente nuovo. Siamo arrivati sempre in anticipo, la prima settimana, e abbiamo sempre trovato una scusa ai ritardi che hanno seguito.
Non siamo mai mancati alla prima assemblea scolastica, e non poteva essere chiamato primo giorno di scuola, se non avevamo almeno un fiore in mano.
Oggi non sono rimasti che ricordi, oggi ho alte preoccupazioni, ma nessuna non potrà mai più contenere tutte quelle emozioni che m’ingombravano, la mia piccola a quell’ora, ma intera personalità.
E quindi, eccomi, dopo anni, sfogliando tra le mie memorie, sulle note del suono riarso dell’autunno ed il fruscio delle foglie..
Un altro autunno…




